La lega Navale può fare i corsi per la patente nautica… ma non a pagamento.

 

“Evidentemente 120 anni di anzianità non hanno dato alla Lega Navale la saggezza giusta per poter confrontarsi con gli altri operatori del settore”. È la replica del segretario della sezione nautica di ConfarcaAdolfo D’Angelo, ad una dura lettera della Lega Navale Italiana, inviata alla Direzione Generale del Trasporto Marittimo e al Capo ufficio di Gabinetto del Ministero dei Trasporti, in cui viene attaccata la categoria dei titolari delle scuole nautiche.

Al centro della diatriba, scoppiata dopo il parere favorevole del Consiglio di Stato alle modifiche da apportare al nuovo codice del diporto, che prevedono tra l’altro delle sanzioni pecuniarie per le scuole nautiche abusive, una missiva che la Confederazione delle scuole nautiche definisce “delirante”in cui Lega Navale sostiene che gli esami per la patente nautica non possono essere demandati alle sole scuole nautiche, poiché prive di “cultura marinara” ed esclusivamente votate a produrre lucro. Infine, all’interno della lettera, vengono denigrati i clienti delle agenzie, definiti “bagnanti della domenica”.

Una polemica al vetriolo messa nero su bianco, quella della Lega Navale, che però stona con quanto già espresso dal legislatore, secondo cui “vanno differenziate le due tipologie di attività di formazione nautica”finalizzate al conseguimento delle patenti nautiche, distinguendo tra lo scopo di lucro, “attribuito in esclusiva alle Scuole Nautiche”, e quello puramente educativo dei Centri Istruzione Nautica, “configurato entro i limiti della pura sfera associativa e subordinando a tale configurazione ogni agevolazione fiscale”.

“Noi dunque siamo gli unici che possono avere un’attività commerciale finalizzata al rilascio della patente nautica – ricorda D’Angelo – Diamo la formazione giusta prevista dal codice, che comprende anche la cultura marinara, di cui la Lega Navale, a quanto si legge in quella delirante lettera, sarebbe l’unica detentrice”.

“Da tempo denunciamo che alcuni centri d’istruzione della nautica organizzano corsi a pagamento, quando invece questi ultimi dovrebbero rientrare nei costi della sola quota associativa – sottolinea D’Angelo – Auspichiamo che gli organi facciano piena chiarezza sulla destinazione di questi flussi di denaro e sugli annunci che vengono pubblicati anche su internet, che sponsorizzano corsi per le patenti nautiche da enti che non possono né svolgere l’attività commerciale né pubblicizzarla”.

“Chiara invece la questione dell’esperto velico che, come ribadito dalla Direzione Generale, è una figura unica – conclude D’Angelo –  Attualmente invece la Lega Navale, arbitrariamente e contro ogni principio di imparzialità, fornisce agli uffici competenti al rilascio patenti delle liste ove sono presenti solo gli esperti velici che appartengono a tale ente, discriminando i titolari delle scuole nautiche. In questo modo potrebbero verificarsi dei favoritismi nei confronti degli iscritti agli esami provenienti dalla Lega Navale a scapito dei candidati provenienti dalle scuole nautiche, contro ogni principio di trasparenza su cui si basa la Pubblica Amministrazione”. 

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